'Quanto costa l'abisso' - 4
Capitolo 4: Un sostanzioso versamento
Luca iniziò a consumare la colazione, che ai suoi occhi di scapolo era un tableau vivant: croissant dorati, marmellata di arance che brillava come ambra, un espresso che esalava volute di vapore. Ira fumava, osservandolo. Gli porse una tazzina di caffè, le dita che sfiorarono le sue per un istante. “Sembri... pensieroso. Hai dubbi?”
“Dubbi? No.”
“Allora sogni ancora Clarissa?” Il sorriso di Ira era una lama, dolce ma letale, e Luca arrossì, abbassando lo sguardo.
“Ira, io...” iniziò, esitante, giocherellando con il bordo della tazza. “Non fraintendermi, ieri notte è stato... incredibile. Ma Clarissa... non riesco a togliermela dalla testa. È come se fosse ovunque, anche qui, con noi.” Fece una pausa, il cuore che gli batteva forte. “E... ho sentito qualcosa. Su Instagram, sai, girano voci. Dicono che abbia un fidanzato. È vero? E se è così, perché lei dovrebbe mettersi con me? Ma vorrei che Clarissa ne sia pienamente conscia: io... potrei darle tutto.”
Le parole gli uscirono come un fiume in piena, cariche di vulnerabilità e speranza. Ira lo osservò, le palpebre semiabbassate, un predatore che studia il coniglietto o il cucciolo di renna. Ogni sillaba di Luca era un dono. “Oh, Luca” sussurrò, mettendo da parte la sigaretta e inchinandosi di più verso di lui. La sua voce era un lamento morbido, quasi materno. “Sei così dolce. Così... puro. Clarissa lo sa, credimi. Ma lei è... complicata. Il suo fidanzato?” Rise, un suono che era un misto di disprezzo e divertimento. “E tu dai retta al gossip? Quella è una storia vecchia, un’ombra nel suo passato.”
“Oh. Allora...”
“Non è un fidanzato, non come pensi tu. È più un... mentore. E un socio in affari. Matrimonio? Pettegolezzi da social. Clarissa non è tipo da catene!”
Si sporse ancora più decisamente verso di lui, i gomiti sul tavolo, la scollatura che si apriva quel tanto che bastava per magnetizzare il suo sguardo. “Ma sai una cosa, Luca?” proseguì, la voce che si abbassava, diventando un sussurro intimo. “Clarissa non è qui. Io sì. E mi ferisce, sai, che tu pensi solo a lei.” Fece una nuova pausa, lasciando che le parole si depositassero come polvere. “Io per adesso non ti basto? Alcuni dicono che sono persino più... desiderabile di mia sorella.” Le sue labbra si piegarono in un sorriso che era un invito, gli occhi che promettevano peccati ancora inesplorati.
Luca deglutì. Il sangue gli pulsava nelle tempie.
“Ira, non è che... sei bellissima, davvero. Ma Clarissa...” balbettò, intrappolato tra l'irresistibile capriccio per l’una e la devozione per l’altra. Ira colse la titubanza, un varco perfetto. Si alzò, girando intorno al tavolo con deliberata lentezza, i fianchi che ondeggiavano sotto la seta. Si fermò dietro di lui, posandogli le mani sulle spalle, le dita che gli stringevano i muscoli con una levità straziante.
“Luca” mormorò chinandosi, le labbra a un soffio dal suo orecchio, l'alito che gli accarezzava il collo. “Clarissa è un sogno. Io sono reale. E ti voglio aiutare. Vuoi avvicinarti a lei? Bene. Ma devi fidarti di me.” Le sue mani scesero lungo il suo petto, una palpata che riaccendeva il fuoco della notte. “Clarissa ha bisogno di te sul serio. Non se ne fa niente delle parole: le servono i fatti!” Gli sfiorò le labbra con le sue, un bacio che era una promessa e una condanna. “Ventimila. Meglio ancora: venticinque.”
“Venticinquemila?”
Ira non si prese la briga di spiegarglielo. “Fallo per lei. Fallo per noi.” Poi si ritrasse, lasciando che il suo profumo lo avvolgesse come una rete.
Dieci minuti dopo, Luca era al PC, le mani che tremavano mentre digitava i dettagli del bonifico. Ira, in piedi dietro di lui, sorseggiava un espresso, gli occhi fissi sullo schermo. “Sei un uomo speciale, Luca” disse, la voce un canto di sirena. “Clarissa sarà orgogliosa di te.”
A Zurigo, una notifica illuminò lo schermo di Voss. Un file si aggiornò: “Luca Mancini – Primo trasferimento: €25.000.” Il banchiere (individuo che sorrideva quasi mai), pensò: Finalmente! Accese una sigaretta, il fumo che si alzava come un’offerta pagana. La Triade era in movimento, e Luca, il grullo, era già loro.
di
Quanto costa l'abisso



Commenti
Posta un commento