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Visualizzazione dei post da luglio, 2025

'Quanto costa l'abisso' - 7

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Capitolo 7: Le cose rimasticate La sera si era insinuata come un ladro nelle strade di Trastevere, avvolgendo il loft di Luca Mancini in un sudario di ombre e silenzi. Le imposte, serrate contro il mondo, lasciavano filtrare solo il lamento di un clacson e il respiro umido di Roma. Dentro, l’aria era densa, con un sentore di vino rosso troppo corposo e una corrente di microparticelle a carica negativa. La tensione che si poteva tagliare con un coltello. Luca, il grullo, sedeva sul divano di pelle nera, le mani che si tormentavano come se potessero strappargli una risposta dal nulla. Il suo cuore batteva ancora per Clarissa, un sogno di seta e pixel che lo teneva prigioniero, ma era Ira, con la sua presenza carnale, a dominare la stanza. Lui scriveva messaggi a Clarissa senza ottenere risposte. E Ira? Ira a quanto pare non voleva più contattarlo... Ma dov'era scappata? Si trovava di nuovo a Milano?  Ignaro della Triade, di Reinhard Voss e dei conti offshore che si nutrivano della su...

'Quanto costa l'abisso' - 6

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 Capitolo 6: Fantasmi Il gioco di Ira non era perfetto come lei voleva credere. Anzitutto, non era il 'suo' gioco bensì erano mosse di scacchi, manovre oscure, dettate dal volere della Triade. Secondariamente, c'erano i sentimenti, inattesi e inoppugnabili, che venivano a presentarseli come ostacoli sorprendentemente alti. Decise di rimanere in albergo e non tornare nell'appartamento di Luca; non durante questa fase delicata dell'operazione.  Luca cercò di contattarla, ma lei zitta. Passarono due giorni, tre quasi, e il silenzio si era fatto assordante. Apposta Ira non rispondeva ai messaggi di lui, che le scriveva con una frenesia che tradiva dipendenza.  'Ira, ho fatto quello che mi hai chiesto. Dimmi che è tutto in ordine. E dimmi qualcosa di Clarissa.'  Ogni messaggio era un'implorazione, alcuni addirittura sembravano vere e proprie grida d'aiuto. Lei lo ignorava, non più (o non del tutto) per  strategia, ma... ebbene sì!... per necessità. Aveva ...

'Quanto costa l'abisso' - 5

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Capitolo 5: Focus sull'azienda paterna Sotto la doccia, Luca ragionava. Clarissa era il sogno, ma Ira era la realtà: un’ossessione più tangibile, più pericolosa. Aveva intenzione di ospitarla più a lungo del previsto; di chiederle addirittura se volesse restare a tempo indeterminato. Ma solo finché la sorella, Clarissa, non si fosse decisa a venire da lui. Ira, nel frattempo, era uscita. Continuando a muoversi come una serpe, furba e suadente anche nell'assenza. Dentro il bar di un albergo a pochi isolati dal loft, un bicchiere di Negroni tuttora intatto sul tavolo, fissava lo smartphone. Il messaggio di conferma di Voss lampeggiava sullo schermo: 'Primo trasferimento OK. Spingi per il prossimo. Be cool.' Le labbra di Ira, dipinte di un rosso che sembrava sangue rappreso, si curvarono in un sorriso glaciale. Ma, sotto la superficie, qualcosa andava incrinandosi. C'era stato quell'episodio notturno con Luca e poi, dopo colazione, lei lo aveva risospinto di nuovo ...

'Quanto costa l'abisso' - 4

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Capitolo 4: Un sostanzioso versamento Luca iniziò a consumare la colazione, che ai suoi occhi di scapolo era un tableau vivant : croissant dorati, marmellata di arance che brillava come ambra, un espresso che esalava volute di vapore. Ira fumava, osservandolo. Gli porse una tazzina di caffè, le dita che sfiorarono le sue per un istante. “Sembri... pensieroso. Hai dubbi?” “Dubbi? No.” “Allora sogni ancora Clarissa?” Il sorriso di Ira era una lama, dolce ma letale, e Luca arrossì, abbassando lo sguardo.  “Ira, io...” iniziò, esitante, giocherellando con il bordo della tazza. “Non fraintendermi, ieri notte è stato... incredibile. Ma Clarissa... non riesco a togliermela dalla testa. È come se fosse ovunque, anche qui, con noi.” Fece una pausa, il cuore che gli batteva forte. “E... ho sentito qualcosa. Su Instagram, sai, girano voci. Dicono che abbia un fidanzato. È vero? E se è così, perché lei dovrebbe mettersi con me? Ma vorrei che Clarissa ne sia pienamente conscia: io... potrei dar...

'Quanto costa l'abisso' - 3

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Capitolo 3: Burattinaia La luce dell’alba filtrava attraverso le tende del loft, dipingendo striature grigie su quel quartiere della caput mundi . La pioggia si era placata, lasciando solo un silenzio umido, rotto dal ronzio poco distante di un motorino. Il cielo era plumbeo, con nubi che si accalcavano sopra la città come segreti non detti. Luca giaceva al confine tra sogno e veglia, il corpo abbandonato tra le lenzuola sgualcite, il respiro sì lieve, ma con qualche scossa che ogni tanto gli attraversava il torace: un rottame umano, come se avesse partecipato a chissà quale orgia. In realtà non era successo quasi nulla. Tuttavia, ogni suo battito cardiaco era un ticchettio verso la rovina, e la donna che lo aveva investito come un maroso era già al lavoro per la prossima mossa. Nella sua ingenuità, Luca aveva accolto a casa sua un'abile burattinaia. Ira, desta fin dalle sei, stava seduta al tavolo della cucina, il laptop aperto e, accanto a sé, l'espresso fumante. Indossava un...