'Quanto costa l'abisso' - 7
Capitolo 7: Le cose rimasticate La sera si era insinuata come un ladro nelle strade di Trastevere, avvolgendo il loft di Luca Mancini in un sudario di ombre e silenzi. Le imposte, serrate contro il mondo, lasciavano filtrare solo il lamento di un clacson e il respiro umido di Roma. Dentro, l’aria era densa, con un sentore di vino rosso troppo corposo e una corrente di microparticelle a carica negativa. La tensione che si poteva tagliare con un coltello. Luca, il grullo, sedeva sul divano di pelle nera, le mani che si tormentavano come se potessero strappargli una risposta dal nulla. Il suo cuore batteva ancora per Clarissa, un sogno di seta e pixel che lo teneva prigioniero, ma era Ira, con la sua presenza carnale, a dominare la stanza. Lui scriveva messaggi a Clarissa senza ottenere risposte. E Ira? Ira a quanto pare non voleva più contattarlo... Ma dov'era scappata? Si trovava di nuovo a Milano? Ignaro della Triade, di Reinhard Voss e dei conti offshore che si nutrivano della su...